martedì 15 settembre 2015

Involtini di peperoni: pangrattato sei e pangrattato ritornerai.

Non cercare di capire, non puoi!
Amici e amiche, cultori del nascondismo culinario, ci rivolgiamo nuovamente a voi, ci perdonate l'avervi trascurati così tanto?



Come ben sapete, il nascondismo culinario è un genere a noi molto caro.
E' davvero bello e confortante sapere con certezza che puoi far rifugiare il cibo che cucini sotto una coltre, e qualunque essa sia, filante o friabile, suscita sistematicamente la stessa reazione, riassumibile con la signorile espressione "ma che cazzo c'è là sotto"?

Sotto questa vagonata di pangrattato intriso d'olio, giacciono degli involtini di peperoni, vicini vicini, avvinghiati, come gli amanti di Pompei sotto la pioggia di lapilli. Ci fanno quasi tenerezza mentre una lagrima ci solca il volto, giacciono lì, inermi, in quella sozza fossa comune.

Il destino è compiuto ormai, non tentate di scostare quella coltre, cercate di ricordare quei peperoni com'erano un tempo: ortaggi innocenti.

Si, piccola, questo piatto resterà attaccato alle pareti del nostro stomaco, come un'ombra!

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