venerdì 8 gennaio 2016

Il surimi è un ottimo modo per prendere un granchio, cara. E adesso dammi del cibo vero, donna!

Il surimi sta alla polpa di granchio come mio nonno ai club per scambisti sadomaso

Amici dell'ingenuità, amanti del candore, sostenitori del bambino che c'è in te, supporters di Babbo Natale che esiste davvero, groupies dell'Asino che vola, benvenuti su Orrori da Mangiare, il blog che crede fermamente nella Fatina dei Denti™.



È bello sapere che al mondo c'è ancora gente semplice e buona, persone che sorridono senza malizia alle piccole cose della vita. Occhi grandi e limpidi che ti guardano fin dentro all'anima, bambini cresciuti che sanno donare, certamente per talento divino, solo e soltanto gioia.
Queste persone così speciali, purtroppo, spesso sono oltremodo sensibili e possono venire ferite con estrema facilità.

Non vogliamo certo essere noi i responsabili della rottura di un incantesimo, ma cazzo… dai… come diavolo si può ancora credere, col 2016 già suonato, che il surimi sia polpa di granchio

"INGREDIENTI:
[...]

Una confezione di polpa di granchio, (o surimi)".

Capito? O surimi.

Ti vediamo, cara foodblogger, che stai lì a scervellarti su come preparare il tuo succulento surimi, che sorridi gaia dopo l'epifania: "Si, lo preparerò con un'ottima verdura di stagione: la zucca!", e magari canticchi In fondo al maaaaaaar, infondo al maaaaaaaar…
Ed è proprio lì che ti lanceremmo, in fondo al mar, dove ti troveranno fra millenni, ricoperta di anemoni di mare come una statua greca, col tuo sorriso incrostato e la padella stretta in mano, scambiandoti per la Dea dei Fornelli™.

Per capirci, il surimi è un impasto di scarti di pesce ridotti in poltiglia, candeggiati e ricolorati cui è stato conferito artificialmente l'aroma di granchio. Ciao.




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