mercoledì 14 maggio 2014

Pollo al dado: cos'è, una punizione? No, la tua cena.



Questo è un appello accorato a tutte quelle casalinghe sfatte che lottano ogni giorno con quintali di biancheria, il karate dei figli e lunghe code alle casse: smettete di cucinare, vi scongiuro!



Se non avete abbastanza tempo per dedicarvi alla realizzazione di un piatto decente (non dico da ristorante 5 stelle o stile Masterchef, io sto parlando di un piatto che non provoca conati di vomito alla vista e che sia tutto sommato masticabile), se non avete tempo dunque, non fatelo. E' così semplice: non cucinate, chiamate una pizza, mettete in forno un surgelato, andate in trattoria, inventatevi qualunque cosa per nutrire voi e la vostra famiglia, ma vi prego, state lontane da quella fottuta cucina!

Quello che vi presentiamo oggi è un pezzo di pollo al brodo di dado. Un pollo senza fronzoli, un pollo che non si è montato la testa, modesto ma orgoglioso di sè stesso, un pezzo di pollo che può contare solo sul brodo di dado per esaltare il suo sapore di pollo.

Il procedimento è tanto semplice quanto scontato: si mette del pollo senza pelle in casseruola, si fa rosolare in un po' d'olio e poi si aggiunge qualche mestolata di brodo rigorosamente di dado, che con il suo deciso profumo di glutammato monosodico, rilascerà nel piatto tutte le preziose fraganze di aromi e conservanti. Una vera delizia.

Impiattate a casaccio e non dimenticate la schiumetta sul fondo del piatto, che fa tanto gnam gnam.

2 commenti:

  1. e il gusto lo hai sentito?? prima di giudicarlo???? poracci

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    Risposte
    1. Il gusto?
      Ehi, ma è pollo al dado, amico!

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